Nonostante i cookie, i consumatori non hanno ancora riacquisito la fiducia

Privacylab es

 

Sono trascorsi 5 mesi da quando le nuove regole sui “cookies” sono diventate operative, e chiunque visiti un sito web si imbatte in finestrelle a scomparsa che spiegano più o meno chiaramente l’utilizzo di questi piccoli file di testo che memorizzano alcune informazioni su pc ed altri dispositivi collegati ad Internet, rendendo in molti casi più veloce e semplice la navigazione degli utenti.
E’ infatti dallo scorso 2 giugno, che in forza di un provvedimento del Garante della Privacy tutti i titolari di siti italiani hanno l’obbligo di informare gli utenti ed acquisire il loro consenso preventivo sull’utilizzo dei cookies, con pesanti sanzioni amministrative per i trasgressori.
Visitando molti siti in rete, ci si rende tuttavia conto che spesso tali informative contengono messaggi perlopiù generici o poco chiari, oppure che i banner sui cookies sono a malapena visibili perché di dimensioni ridotte o collocati ai margini delle pagine web.
E’ stata la rivoluzione che ci si attendeva, quella dell’obbligo per le aziende, di acquisire sul web il consenso per poter installare dei cookies nei computer degli utenti? in teoria sì, anche se sembra che questi ultimi percepiscano tali avvisi più come degli elementi di disturbo che come un servizio informativo di concreta utilità, finendo per assecondarli con indifferenza o chiuderli frettolosamente senza leggerne dovutamente il contenuto.
“La direttiva europea sui cookies che ha originato il provvedimento del Garante, intendeva favorire quel clima di consapevolezza e trasparenza sul web che è necessario per far decollare il mercato digitale. Anche se c’è stata una generale tendenza ad un adeguamento formale alle nuove regole – spiega il presidente di Federprivacy, Nicola Bernardi – osserviamo che ci sono ancora carenze per quanto riguarda gli aspetti etici da parte degli addetti ai lavori del web marketing, che devono prestare attenzione ad evitare un effetto boomerang, perché è importante rispettare le regole sulla privacy, ma è anche fondamentale farlo in modo tale da guadagnarsi la fiducia dell’utente.”
Se è vero che i cookies facilitano in molti caso la vita degli utenti, memorizzando ad esempio le password per non doverle digitare ogni volta che si accede ad un sito, d’altra parte questi piccoli file possono infatti anche monitorare la navigazione, raccogliere dati su gusti, abitudini, scelte personali che consentono la ricostruzione di dettagliati profili dei consumatori, che vengono in pratica “spiati” in ogni loro click.
Per questo, con il provvedimento del Garante si è finalmente arrivati ad una regolamentazione che possa garantire un minimo di tutele alla riservatezza degli utenti, permettendo loro di essere consapevoli e poter decidere se acconsentire o meno ad essere “profilati” nelle loro attività online su siti web e social network.
Sta funzionando a dovere la normativa sui cookies? sussistono i giusti equilibri tra strategie di marketing e fiducia del consumatore? e soprattutto, cosa ne pensano gli utenti?
“Il mondo del web si scontra con la necessità di comunicare informazioni di prodotti e servizi in maniera puntuale senza insospettire o indispettire il cliente che esige sempre di più una correttezza non solo formale ma sostanziale – spiega Andrea Chiozzi, presidente di MetisLab – per questo l’utente si aspetta che i suoi dati non siano venduti a sua insaputa, ma che siano usati per le finalità espresse nell’informativa, in modo trasparente e nel rispetto del Codice Privacy”.

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